|
Una antica leggenda sulle origini del mondo, narrata attraverso i ricordi di un misterioso asceta: l’eterna lotta fra il bene ed il male, sottomesso ad un Dio oscuro assetato di vendetta, deciso ad annientare la razza umana e coloro assunti a proteggerla per mandato divino, i quattro popoli di un regno incantato, frapposto tra il regno degli uomini e quello del tenebroso Signore. Questo ed altro ne “I tre Regni – La saga dell’Equilibrio”, primo volume di una serie ideata e scritta dal giovane Roberto Cilia. Nell’opera ci si puo’ imbattere in temi ormai cari alla narrativa fantasy in generale, come il viaggio e la scoperta - anche interiore, la forza dell’amicizia, la magia, ma anche il dolore e la perdita dell’innocenza. Tuttavia di notevole interesse, risulta di certo essere sia la struttura del romanzo in se’, ridotta ad un tempo cronologico stimabile in giorni, piu’ che ere intere o anni, e teso farsi sempre meno palpabile, sottile, quasi fino a condensarsi in attimi ed istanti ed infine a scomparire del tutto, sia il modus narrativo che, sebbene nel dettaglio possa offrire ancora ampi margini di miglioramento da parte dell’autore, da un punto di vista macroscopico segue le forme, se e’ lecito fare il paragone, di una discesa lenta ma inesorabile, una sorta di spirale narrativa, che condurra’ il lettore sempre piu’ in basso, verso un’ unica certezza…la consapevolezza che al mondo nulla e’ certo, che non esistono solo il bianco ed il nero a simboleggiare il bene ed il male, ma tutta una vasta scala cromatica di grigio dalle ingannevoli sfumature, simboli delle sfaccettature dell’anima di cui e’portatore l’essere vivente. L’equilibrio, tema preponderante del romanzo, potra’ essere raggiunto solo con l’avverarsi di una profezia, portata a compimento da un anonimo ed inconsapevole folletto, ma il prezzo da pagare sara’ un enigma che verra’ svelato solo alla fine. |